L’esperienza della nostra nascita

Lorena Traldi

Indice

La Nascita è il Viaggio che ci modella la Vita

Quando diciamo a noi stessi che siamo fatti così e basta, in realtà stiamo trascurando la possibilità di conoscere veramente a fondo la nostra natura e la nostra parte di sacralità che rivendica la sua autonomia.

Il concepimento

Nel momento del concepimento, due cellule (la cellula uovo e la cellula spermatozoo) si uniscono per dar luogo ad una terza entità di vita. La vita, per potersi esprimere anche in un minuscolo agglomerato di cellule che velocemente si moltiplicano, deve per forza  avere  la capacità di accumulare esperienza e questo avviene perché ogni cellula può memorizzare ogni impronta dell’ambiente a lei circostante. Una volta fatta l’esperienza, la cellula madre trasferisce alla cellula figlia le stesse caratteristiche acquisite e così via fino alla formazione dell’essere umano, che sarà diviso in sistemi, apparati, organi e visceri. Tutte queste parti, benché specializzate in funzioni diverse, avranno un comune denominatore che sarà il Sistema Nervoso, diviso a sua volta in Sistema Nervoso Autonomo.

Il sistema nervoso autonomo è quella parte di noi che ci permette di captare e di difenderci dagli attacchi o di percepire un ambiente come sicuro,  di nutrirci, di riposare, di procreare altri simili e di entrarvi in relazione per la nostra e l’altrui sopravvivenza.

L’embrione è un essere senziente, in grado cioè di fare esperienza attraverso tutti i suoi sensi che si sviluppano in proporzione alle fasi di gestazione ma che sono già presenti nei primissimi giorni di vita in utero,in qualità di funzione intrinseca all’essere umano.

Ora vediamo come, prima la gravidanza e poi la nascita, ci abbiano influenzato la vita, portandoci ad essere ciò che siamo.

La gravidanza

Attraverso la madre, il feto vive le esperienze che la inducono a vivere determinate emozioni;  le onde elettromagnetiche del campo del cuore della mamma influenzano le onde del campo del cuore del bambino. Il bambino sente la madre muoversi e respirare, i toni della sua voce in base alle esperienze che vive e in questo modo inizia la sua autoregolazione neurologica; egli si sta facendo un idea di come sarà il mondo la fuori attraverso i filtri della madre e sta costruendo se stesso con le qualità che questi filtri consentono.

La nascita

La nascita mette alla prova per la prima volta le capacità fisiche del bambino, facendogli sperimentare la gravità e la potenza fisica che dovrà usare per spingersi fuori dal canale del parto, sperimenta per la prima volta un dolore pressante e le emozioni legate all’intensità dell’esperienza. Dovrà fare i conti con la disponibilità della madre a lasciare che i suoi tessuti si allarghino per permettergli di vedere la luce e di sentire che la sua vita non è in pericolo, che tutto si concluderà con esito positivo senza mai essersi sentito da solo nell’esperienza. Il bambino sarà pronto ad affrontare questa prova per lui difficilissima, nella misura in cui la madre ha saputo mantenere il contatto con il suo bambino durante la gravidanza, credendo in lui e nella sua stessa  indiscutibile capacità di madre di portarlo alla luce.

Esperienze prenatali

Le esperienze precoci, vissute nel prenatale e durante il parto con i diversi toni emozionali che le hanno accompagnate, restano indelebilmente impresse nel nostro corpo; facendoci percepire, per esempio,  sensazioni di pericolo piuttosto che di sicurezza; senso del giusto e dello sbagliato in base a ciò che abbiamo scelto di fare per liberarci dal canale di nascita e se ciò che avevamo scelto si è rivelato buono o no; se abbiamo dovuto lottare per uscire o se siamo stati sostenuti e aiutati da nostra madre o se invece siamo stati spinti fuori dall’ossitocina sintetica; se ci siamo sentiti cacciati fuori da nostra madre anche quando non era il momento giusto e senza rispetto per i nostri tempi naturali; se siamo stati estratti all’improvviso a seguito di un parto cesareo programmato e per giunta accolti con  strumenti di misurazione invece dalle braccia sicure della nostra mamma; se ci hanno troncato il respiro clampando e tagliando anzitempo il cordone ombelicale, unico contatto ancora con i nostri punti di riferimento e unica possibilità di respirare senza traumi, almeno finché c’è sangue nelle vene placentari e prima che la repentina inversione della circolazione fetale diventasse traumatica respirazione polmonare! Che fatica prendere aria, a volte perfino doloroso!

Se i diversi tipi di esperienza diventano sopraffacenti per il bambino, il suo sistema di difesa entra in azione per dissociarlo  e limitare la sofferenza psicofisica. Questo, d’altro canto, lascia un impronta corporale che ogni volta che verrà stimolata attraverso scene, suoni, contatto fisico o altro, provocherà una risposta di tipo difensivo o di attacco. Al contrario se il rapporto fra la diade madre-figlio è stato ottimale in ogni passaggio della loro creazione, se la madre percepirà il giusto senso di adeguatezza nei confronti del suo piccolo e sarà presente con risposte adeguate alle sue necessità, la crescita psicofisica del bambino sarà equilibrata.

Il neonato sente il dolore fisico ed emozionale in maniera più accentuata di un adulto ed ha un estremo bisogno di raccontare la sua storia proprio per scaricare lo stress accumulato durante la sua esperienza.

Il neonato ricorda la sua nascita attraverso flashback e  le sensazioni corporee che trattengono l’esperienza, percepisce sensazioni di terrore e paura, frustrazione e impotenza, vissuti durante il suo viaggio. Esattamente come un adulto, egli ha bisogno di essere rispecchiato nelle sue sofferenze e di sentirsi accolto e ascoltato nel suo racconto!

Comunque sia andato il parto, il bambino deve poter incontrare al suo arrivo un accoglienza empatica, altrimenti tutto quanto ha accumulato dal concepimento e anche prima, verrà trattenuto nel suo corpo e archiviato come traumatico e verrà alla luce ad ogni fase di transizione che vivrà durante la crescita.

Quando come adulti troviamo difficoltà nelle relazioni, nel lavoro, nelle gravidanze e nel ruolo di genitori, nel prendere decisioni o nel lasciare andare vecchi schemi, nel rendersi consapevoli quando serve un cambiamento o quando serve perseverare nelle proprie idee, tutto questo dovrebbe suggerirci che avremmo molto da scoprire sulla nostra nascita; in fondo si tratta di una forma di SSPT (sindrome da stress post-traumatica) e il nostro Sistema Nervoso autonomo è direttamente coinvolto, sempre all’erta e sempre pronto a difenderci;  tuttavia la difesa ruba energia al nostro sistema di vita e ci impedisce di tirare fuori il nostro vero potenziale, riducendoci spesso degli automi.

Vale davvero la pena di conoscere queste dinamiche ancestrali che ci hanno permesso di arrivare fino ad oggi e che per questo vanno onorate, ma che stanno aspettando di essere svelate per la nostra vera Evoluzione”.

“LA CIVILIZZAZIONE INIZIERA’ IL GIORNO IN CUI IL BENESSERE DEL NEONATO PREVARRA’ SU OGNI ALTRA CONSIDERAZIONE”

Cit. di Wilhelm Reich (1897- morto nel 1957 nel penitenziario della Pennsylvania dove era stato rinchiuso come eretico per aver asserito la senzienza del feto/neonato!)

Lorena Traldi

Lorena Traldi | Terapeuta Neonatale e facilitatrice di consapevolezza incorporata 

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Su di me

Non mi ricordo com’è cominciato.  A volte, soprattutto negli ultimi anni, mi sono chiesta quale fosse stata la prima volta.  La prima volta che ho provato le vertigini e che ho avuto paura di cadere. 

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