La storia di Giovanna

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La prima volta

Non so quando è successo la prima volta, ma è durato pochi secondi e non gli ho dato peso, era una sensazione strana e paurosa, come se il mio cervello fosse ovattato e mi vedessi da fuori.

Questo non essere in me durava poco e poi tornava tutto alla normalità.

The Big One

Intorno ai 18 anni questi episodi si sono intensificati fino a raggiungere quello che considero “the big one”, un attacco di panico che è durato ore.

Ero a Montalto di Castro con tre amiche, era sera, sono iniziati i sintomi, dissociazione, sudore freddo, paura, quell’orribile sensazione di vedermi da fuori, non riconoscere la mia voce mentre dicevo che mi sentivo male, ma non sapevo spiegare cosa avevo.All’epoca non avevamo un’auto né un cellulare, dopo ore di angoscia mi sono addormentata e il giorno dopo era passato.

Le analisi

I miei genitori mi hanno portato da un neurologo che mi ha fatto una serie di test per escludere schizofrenia, epilessia o peggio, ha sentenziato che avevo un esaurimento è che se fosse successo ancora avrei potuto prendere venti gocce di ansiolitico. La boccetta è diventata la mia seconda pelle, mi seguiva ovunque, più avevo il terrore di un nuovo attacco più si ripetevano.

Gli attacchi di panico

L’incubo degli attacchi di panico è questo, ti limitano la vita, hai paura di viaggiare, andare a cena fuori, più ci pensi più loro arrivano.

Quello che non volevo era però diventare succube dei farmaci, ho messo la boccetta in un cassetto e quando mi sentivo strana prendevo della valeriana e respiravo.

La consapevolezza

La respirazione è fondamentale, aiuta tantissimo, e aiuta molto anche focalizzarsi su qualcosa di esterno, reale, come la lista della spesa, o l’orario del treno, o una cosa da fare,bisogna distrarre il cervello dal panico che lo blocca prima che questo ci risucchi. Dagli attacchi di panico non si guarisce, ma si può imparare a gestirli.Io dedico molto tempo al sonno e al riposo e da qualche mese sto praticando anche yoga che è un toccasana per la respirazione.

Nel mio caso l’eccessivo stress, l’essere estremamente sensibile ed empatica mi ha reso più fragile, ma una volta acquisita la consapevolezza si riesce a gestirli. Solo chi soffre di attacchi di panico può capire cosa si prova, non bisogna vergognarsi o avere paura di essere giudicati, è una patologia che colpisce tante persone e con la giusta consapevolezza ci si può convivere.

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Su di me

Non mi ricordo com’è cominciato.  A volte, soprattutto negli ultimi anni, mi sono chiesta quale fosse stata la prima volta.  La prima volta che ho provato le vertigini e che ho avuto paura di cadere. 

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