La storia di Monica

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Ansia e attacchi di panico

Credo che, per quanto mi riguarda, l’ansia sia dovuta ad una eccessiva consapevolezza di me stessa. Sono sempre stata estremamente presente a me stessa, consapevole di ogni mia percezione e pensiero, stato fisiologico e stato d’animo… Ho vissuto spesso, fin da bambina, sensazioni di derealizzazione dovute a questo.

Come si presentano

Ansia e attacchi di panico fanno parte della mia vita come un ospite che viene a farmi visita senza invito e spesso senza dar nessun indizio di star arrivando.

A volte sono serena, faccio le mie cose… all’improvviso una frase, un odore, un ricordo o qualunque altro stimolo può far partire una velocissima catena di pensieri che porta a stati d’animo non esattamente piacevoli.

Altre volte invece l’ansia arriva APPARENTEMENTE senza motivo ed è davvero spiazzante.

La paura è un’emozione fisiologica ed adattiva, serve ad avvisarci di un pericolo imminente e a prepararci a difenderci… Ma se questo pericolo in realtà non esiste? E’ come camminare con armatura ed armi senza ragione: siamo pronti alla difesa, ma l’armatura e le armi pesano e non solo sono inutili, ma ti creano un intralcio significativo, che ti impedisce di fare tante cose o te ne fa fare male altre o ti impedisce di viverne serenamente altre ancora.

Cosa fare

Mi capita di parlarne con altre persone. Poche, quelle che capiscono che non si tratta della banale ansia da colloquio o primo appuntamento. Tuttavia raramente parlarne mi aiuta.

Quello che mi aiuta davvero è sentirmi concentrata su qualcosa. Qualunque cosa.

A volte, quando non è una sensazione molto forte quella da combattere, basta mettermi a cantare da sola o fare una lunga passeggiata, cucinare o pulire o qualunque attività mi tenga fisicamente e mentalmente impegnata su qualcosa di piacevole o costruttivo. Non mi aiuta se è qualcosa che mi impegna solo mentalmente (perchè il pensiero devia verso altri spiacevoli, faccio fatica a concentrarmi e non riuscire a lavorare bene mi innervosisce ulteriormente) o solo fisicamente (il pensiero vola comunque ad altro).

Se la sensazione di angoscia è più forte, devo prima di tutto lottare contro la tentazione di sdraiarmi a letto e rimuginare su tutti i pensieri spiacevoli che mi vengono in mente. In questo sono diventata brava: se mi sento molto angosciata esco subito alla luce o comunque fuori, se posso cammino, vado a parlare col mio fidanzato o con persone alle quali voglio bene, sto col mio cane… Qualunque cosa mi tenga impegnata. In questo caso, anche mi impegno in qualcosa, resto angosciata a lungo, ma non alimento l’ansia e so che se resisto passerà, devo solo continuare a cercare di ignorarla.

Ogni tanto uso la valeriana per aiutarmi, però non mi fa un grande effetto.

Infine, c’è lo stato d’ansia più forte: il vero e proprio attacco di panico. Quello lo odio, sento che il corpo diventa pesantissimo,faccio fatica a muovermi e tutto diventa difficile. Quando succede questo mi servono tutte le energie mentali e fisiche disponibili per superarla.

Razionalizzare questi stati d’animo, serve raramente a qualcosa, perchè sono già una persona molto emotiva ma anche molto razionale.

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Su di me

Non mi ricordo com’è cominciato.  A volte, soprattutto negli ultimi anni, mi sono chiesta quale fosse stata la prima volta.  La prima volta che ho provato le vertigini e che ho avuto paura di cadere. 

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