La tua casa di campagna

Bagnasco di Montafia

Indice

Dove vivere in libertà tra fili d’erba e suoni della natura

Dio fece la campagna, l’uomo fece la città.

William Cowper

E proprio di campagna voglio parlarti, ma non di una campagna qualsiasi… di una piccola casa in mattoni arroccata in un micro borgo che fa capolino tra Montafìa e Buttigliera d’Asti.

Siamo nell’astigiano, a due passi dalla prima cintura di Torino, in una zona dove il tempo scorre più lentamente e i fili d’erba segnano il suo passaggio, man mano che crescono.

In questo periodo surreale in cui le vite di tutti, la mia compresa, stanno cambiando notevolmente a causa della pandemia dovuta al Covid, sempre più persone scelgono di vivere in campagna o, almeno di poter trascorrere parte del proprio tempo nella cosiddetta seconda casa. Seconda casa che rappresenta uno sfogo, una via d’uscita, una libertà in più.

Questa via d’uscita, ora voglio offrirla anche a te. Come? Con la vendita di una casetta di campagna che, da sempre, fa parte della mia famiglia, o meglio di quella di mio marito. La “vecchia” abitazione che ci ha visto crescere e che, ora è tempo che veda crescere qualcun altro.

A Bagnasco di Montafìa, micro borgo che accoglie la vecchia chiesa romanica

È appisolata (aspetta solo di essere ridestata dal suo torpore come la bella addormentata) nella frazione di Bagnasco di Montafìa, in una “corte colonica”, una particolare architettura realizzata attorno ad un’aia, un cortile comune, dove, in passato, si svolgeva gran parte della vita contadina, condividendo, con i propri vicini, tanti momenti, ad esempio quello della preparazione della passata di pomodoro, in un unico caldereone nel quale si bollivano i pomodori di tante famiglie. I bambini della corte erano considerati un po’ figli di tutti, vivevano insieme, giocavano insieme. Quella corte, oggi ha bisogno di essere abitata di nuovo, come la casetta.

Attraversata la corte, ombreggiata quà e là, dagli alberi, si giunge alla porta di ingresso. Qui, si apre un mondo fatto di quegli odori tipici della campagna, dell’erba appena tagliata o rinfrescata dalla pioggia, della legna che, anche a camino spento, “profuma di tepore”, del caffè che “pippetta” sulla cucina economica, quella che funge anche da stufa, del calore del sole che penetra dalle finestre e illumina le cementine del pavimento. La campagna è così, un’opportunità per rallentare, vivere la vita con morbidezza, ascoltando il ticchettio dell’orologio a pendolo che scandisce il tempo. Qui, ci si può fermare, ma fermare davvero.

Puoi ristrutturare la tua casa grazie al superbonus edilizia 110%

Poco alla volta, ti racconto di questa casetta, delle sue stanze, di come si svolgeva la vita, dei ricordi di ogni camera adibita ai momenti famigliari. Ti racconto della “ricetta della casa” che zia Lina, la zia di mio marito, mi ha insegnato a realizzare proprio nella cucina campagnola.

Ti racconto delle risate, dell’odore intenso dei pomodori dell’orto che, d’estate si colorano di rosso porpora. Ti racconto delle cene in famiglia, all’aperto, su un lungo tavolo improvvisato per star seduti tutti insieme.

Non solo storie, ma anche pareri, consigli, inviti… per suggerirti il colore più adatto alle pareti di una stanza dove, magari la luce serale filtra all’interno creando sfumature cromatiche suggestive, la posizione più equilibrata di un oggetto secondo il feng shui oppure come ristrutturare l’immobile per renderlo su misura per te, per la tua famiglia, facendo riferimento all’attuale superbonus edilizia. Tutto per perfezionare la casa installando, ad esempio, un impianto fotovoltaico ed usufruire di energia pulita, economica, eliminando, così la caldaia e la sua relativa spesa, per realizzare il riscaldamento a pavimento, per sostituire gli infissi di porte e finestre, etc.

Un nuovo progetto, una nuova vita sta per iniziare, passo dopo passo, mattone su mattone, fiore dopo fiore.

Dettagli dell’immobile

Metratura casa e giardino120 mq
Numero stanze5
Prezzo54.000 €
Anno di costruzione1960

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Su di me

Non mi ricordo com’è cominciato.  A volte, soprattutto negli ultimi anni, mi sono chiesta quale fosse stata la prima volta.  La prima volta che ho provato le vertigini e che ho avuto paura di cadere. 

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Il mondo si può raccogliere in una stanza. Un piccolo mondo, una piccola stanza, non importano le dimensioni, ma solo la narrazione e le persone che si raccolgono attorno al vecchio putage a legna e a chi desideri raccontarti un pezzo della propria vita, della propria storia. In questo modo inizia la mia.

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