Nella cucina della casa di campagna, a Montafìa

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La ricetta della torta al cioccolato di zia Lina

Continuo a raccontarti della mia casa in vendita, sperando che possa diventare il tuo rifugio, la tua nuova avventura e il posto speciale per te e per la tua famiglia dove, un giorno, avere ricordi solo tuoi, vostri. Ti accolgo nel cuore della casa.

Eccola qua la nostra vecchia cucina di famiglia, quella economica che funziona a legna che si ripone nel “cassetto” e sui cui fornelli bolle sempre una teiera d’acqua.

Questo era l’ambiente più frequentato della nostra casetta di campagna, a Montafìa. Un ambiente accogliente, caldo, informale dove tutti i membri della famiglia si riunivano. La stanza ospitava pochi mobili, la madia di legno, ereditata da una vecchia vicina di casa, una credenza con scomparti segreti e da cui zia Lina, la zia materna di mio marito, tirava fuori sempre sacchi e sacchi di farina, come se la farina stessa nascesse direttamente da lì, senza fine. C’era un bel tavolo rettangolare con un enorme cassetto al cui interno faceva bella mostra di sé qualche mestolo nuovo e sedie, sedie e ancora sedie.

Aggiungi un posto a tavola…

Zia Lina diceva spesso che in casa, le sedie non dovevano mancare mai perché rappresentavano il primo segno di ospitalità, del piacere di avere gente intorno, amici, parenti o vicini. Una sedia in più era, per lei, come una porta sempre aperta dalla quale poter entrare e uscire sapendo di essere sempre benvenuti. E, quando una sedia si rompeva, zia Lina la sostituiva subito. Era un gesto di buon auspicio. L’unica volta che non lo fece, pensando ci fossero sedie a sufficienza, arrivò la notizia della morte di un suo cugino. A onor del vero, il cugino in questione era un “arzillo” 99enne, ma la zia, da allora, non lasciò passare nemmeno un giorno senza tutte le sedie a disposizione. Su quel tavolo, e attorno a quel tavolo, si preparavano i pasti e si affrontavano le discussioni famigliari, quelle belle, quelle brutte, quelle inutili, quelle ripetute all’infinito e anche all’infinito zia Lina impastava la farina.

Il segreto per impastare al meglio la farina

Impastava con un metodo tutto suo. Disponeva gli ingredienti sul tavolo, uno in fila all’altro, illuminati dalla luce diurna che filtrava attraverso le tendine alle finestre e poi, con calma iniziava la preparazione della sua torta. Mentre lo faceva raccontava sempre qualcosa a qualcuno… che ci fossero adulti o bambini in cucina, in quel momento, lei raccontava con la consueta gioia e scandendo ogni singola parola affinché fosse chiara e, quando impastava vigorosamente, il racconto si faceva più interessante. Erano sempre storie di famiglia, ma vista la frequenza con cui lei realizzava i suoi manicaretti e gli episodi narrati, mi è sempre venuto il dubbio che alcuni fossero… come dire… parto della sua fantasia. Una volta ebbi l’ardire di chiederglielo, ma zia Lina non rispose. Mi guardò a lungo. Mi sorride con un pizzico di mestizia e, semplicemente mi passò il mattarello sussurrando: “l’impasto cresce meglio se gli racconti una bella storia”. Non glielo chiesi più e ad ogni sua narrazione, annuivo il capo come a volerla confermare. In fondo, dava vita a nuovi ricordi di famiglia.

Diceva che, nella torta, inseriva un ingrediente segreto per farla risultare squisita, ma tutti sapevamo che non era così. La ricetta ci era nota perché proprio lei desiderava che imparassimo a cucinare e ci mostrava ogni passaggio.

Ricetta, ingredienti e preparazione!

Ed ecco la ricetta di zia Lina che, in un certo senso, adesso diventa un po’ anche la tua zia Lina.

300 gr di cioccolato fondente amaro (zia Lina preferiva almeno 350. Adorava il cioccolato)

100 gr di burro genuino

50 gr di farina tipo 00

85-100 gr di zucchero

4 uova fresche (zia Lina le prendeva direttamente dal suo piccolo pollaio, gliele covava Rosella, la sua gallina ovaiola preferita)

½ bustina di lievito di birra (lei usava il suo lievito madre fatto in casa, ma noi optiamo per quello del supermercato!)

Fondi il cioccolato con il burro, a bagnomaria. Sbatti i tuorli con lo zucchero. Unisci il tutto e miscela bene. Monta gli albumi a neve, inseriscili nel composto amalgamando con cura e, poco alla volta, versa il lievito.

A questo punto zia Lina aggiungeva un cucchiaino di liquore dolce (facoltativo), ma nessuno della famiglia ha mai saputo quale fosse perché, ogni volta cambiava tipo e, alla fine, non ricordava quale avesse usato.

Disponi in una teglia e inforna a 180 gradi per 20 minuti, circa. A cottura ultimata, spolvera con zucchero a velo.

torta di cioccolato

Alla fine, l’ingrediente segreto della torta di zia Lina c’era. Eccome se c’era. Erano le sue storie, quelle vere o quelle finte. Ogni storia cambiava un po’ il sapore della torta, sempre buona e sempre diversa, ma con quel tocco di familiarità che ti faceva sentire bene e che, oggi stimola la memoria olfattiva e fa sorridere ad ogni morso.

È il sapore dell’amore e della nostalgia.

Dettagli dell’immobile

Metratura casa e giardino120 mq
Numero stanze5
Prezzo54.000 €
Anno di costruzione1960

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Su di me

Non mi ricordo com’è cominciato.  A volte, soprattutto negli ultimi anni, mi sono chiesta quale fosse stata la prima volta.  La prima volta che ho provato le vertigini e che ho avuto paura di cadere. 

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