Passeggiate estive e selfie per “controllare” l’ansia e rallentare il mondo

ansia e passeggiate

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È tempo di passare parte delle proprie giornate all’aperto, soprattutto se si ha la possibilità di girovagare senza meta per la campagna, per i piccoli borghi, i sentieri nei boschetti freschi e riparati dalla calura. Le camminate lente, a stretto contatto con la natura, mi aiutano a scaricare la tensione e tengono a bada, per quanto possibile, la mia ansia. Sono esperienze immersive in cui calarsi con fiducia e, se ad un certo punto la testa gira, le gambe tremano e non reggono più il peso della quotidianità, ci si può fermare senza preoccuparsi di sguardi incuriositi. La natura è una signora discreta che non fa domande e ci accoglie in silenzio.

Ho la fortuna di abitare in campagna, pertanto le mie passeggiate defaticanti mi servono a interrompere il flusso continuo dei pensieri, gli impegni di lavoro e di famiglia. Rappresentano una pausa per la mente. Il profumo delle piante di menta, il crepitio delle foglie calpestate, lo scricchiolio dei legnetti spezzati dal mio cammino, diventano una sorta di sottofondo costante. Potrei definirlo un mantra, qualcosa di ripetuto dalla natura che si insinua nella mente e allontana altri pensieri. In situazioni del genere mi piace scattare qualche selfie, non per vanità o per postarli sui social, ma per testimoniare a me stessa che – sì – posso vivere senza ansia, che ci sono momenti in cui mi sento bene, proprio bene. Quando, invece non è così, so di poter contare su questi selfie. So che quei momenti fanno parte della mia vita, ci sono e torneranno. Una promessa di fiducia verso me stessa.

Ansia sociale ovvero da prestazione in società!

Pensieri. Impossibile farne a meno, ma possiamo provare a visualizzarli come se fossero pesci che nuotano nelle profondità marine davanti ai nostri occhi di osservatori neutrali e dolcemente spostarli dalla nostra vista, accompagnarli altrove con un gesto della mano…

La mia ansia, come per molte altre persone, si accentua quando ho impegni di qualsiasi genere con chiunque. È ansia da prestazione sociale, in un certo senso. Ansia d’andare in mezzo alla gente , in società e compiere banali azioni, comuni a tutti, ma che non tutti vivono come me. Per questo, mi concedo le mie passeggiate, spesso solitarie, ma in mezzo alla natura non si è davvero mai soli.

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Su di me

Non mi ricordo com’è cominciato.  A volte, soprattutto negli ultimi anni, mi sono chiesta quale fosse stata la prima volta.  La prima volta che ho provato le vertigini e che ho avuto paura di cadere. 

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